Epistula ad Romanos

Carissimi e Onorati Fratelli, Sorelle

di questa Fama Fraternitatis, che ad essa siate approdati, lo siate o lo sarete, dopo lungo indugio finalmente mi accingo a scriverVi, affinché ciò che è scritto possa esser condiviso e risaputo.

Il lungo indugio non è se non il rispetto che si deve alla nostra obbedienza, che invero non è rivolta ad alcun vivente, sia egli capo dello stato o pope o santo o sciamano, ma solo alla onnipotenza della Luce Eterna che tutto pervade e tutto muove.

Né si dovrà ritenere che tali parole provengano direttamente dai Superiori Sconosciuti, sebbene è da questa fonte che si è indubbiamente tratto consiglio e, avendolo trovato autorevole e forte sia nello spirito del ferro che in quello del sale e nelle acque risplendenti alla luce dell’alba, non possiamo pertanto oltre trattenere il messaggio affidato.

Già da tempo, come sapete, la nostra F.F. ha avanzato un sistema per la generale riforma dell’Europa attraverso l’opera di dotti e sapienti che hanno coltivato la Luce.  Questo modo di intendere stabilisce così una profonda differenza tra le forze oscurantiste che si fregiano della parola illuminismo ma ne fanno un dono esclusivo dei predestinati, unici chiamati a guidare le decine, le centinaia e le migliaia, rispetto a quanti come noi vogliono la vera emancipazione dell’umanità e concepiscono una visione più dolce e più umile, che vede l’illuminazione come un dono da condividere con tutti coloro i quali siano pronti a riceverlo.

Attraverso questo dono, come è scritto nei nostri venerati Manifesti, è stato reso chiaro che l’antica teologia, l’antica fisica e l’antica matematica sono in contrasto con la verità.  Così questa F.F. ha infranto l’oscurantismo dell’Ancien Régime spezzando l’egemonia dell’aristocrazia e le catene della schiavitù della terra, ampliando la sfera di coloro ai quali possono essere rivelati gli insegnamenti meravigliosi della dottrina che infine non è se non quella che ottenne Adamo in Eridania e fu trasmessa a Enoch e dai Patriarchi anteriori al diluvio passò a Mosé e a Salomone che la professarono e la posero a fondamento di tutte le Facoltà, le Scienze e le Arti, come fiorirono sulle rive del Mediterraneo e in Europa.

Adesso che le mura d’Europa sono cadute e tuttavia le vediamo riapparire ad oriente del Mediterraneo, l’egemonia dei moderni nobili d’accatto va spezzata allo stesso modo in cui l’Ancien Régime fu infranto.  Questo avviene non per odio di classe, ma perché è la tecnologia stessa che conduce a questa nuova opera di riforma generale delle Arti e delle Scienze che oggi si aprono alla condivisione e alla connessione, sì che tutti coloro i quali ne siano degni vi possano accedere, perché questa fonte è una sorgente aperta e interminabile, come l’inaccessibile Luce pura da cui sgorga.

Come già fu chiarito nei secoli passati dai nostri Venerati Superiori, dobbiamo ribadire e ammonire che però, anche se questa sorgente è aperta e visibile a tutti, rimane tuttavia impossibile che gli Arcani divengano noti e comprensibili a chiunque.  Molti forse credono già di capire, ma non sanno che senza insegnamento e trasmissione questa conoscenza non si può ottenere.  Dunque, sebbene i Manifesti siano disponibili sin dal loro apparire in cinque lingue e i rituali siano accessibili universalmente, tuttavia le menti non addestrate non potranno comprenderli senza l’ausilio di un Ordine teleologicamente e telesticamente fondato.

Con questi intendimenti noi apriamo oggi il nostro modestissimo studiolo, persuasi del suo valore di piccolo veicolo per comporre questa generale evoluzione e riforma della filosofia contemporanea aprendola a nuovi ceti sociali e guardando come ad Occidente dell’Europa oggi è capo dello stato chi cento anni fa sarebbe stato forse ancora in schiavitù e certamente privo dei fondamentali diritti di uguaglianza e libertà.

Confidiamo che nuovi Fratelli e Sorelle vengano a bussare alle nostre porte, sebbene non desideriamo fare proseliti e anzi incliniamo a scoraggiare chi voglia intraprendere un percorso così lontano dall’esser facile e ovvio.  In ogni caso è necessario ripetere quanto il consiglio ottenuto dai S.I. ha provveduto per garantire che questo percorso è ben fondato, in continuità con la Chavrath Zerech Aur Boqer, in Germania nota anche come Loge zur Aufgehenden Morgenrðthe, per radicarsi in Francia sotto il nome di Loge de l’Aurore Naissante e in Inghilterra quale Society of the Shining Light of the Dawn, per poi rivelarsi nel 1888 con il nome The Golden Dawn, come volle e dovette aprirsi al mondo intero per causa della pubblicazione dei suoi rituali attraverso The Equinox e adesso per il tramite di un Open Source Order of the Golden Dawn, al quale il nostro Studiolo guarda come un Oriente posto a Settentrione e che ha a sua volta il suo Oriente in Occidente, come questo si è rivelato per mezzo del Manifesto rilasciato nel 2002 in America e come in Europa, a partire dal 2008, in specie con il documento Post CXX Annos Patebo, la Loggia di Isis-Hathor si è staccata dall’egemonia dell’ordine tradizionalista di Londra per approdare a questo nuovo Oriente.  Affinché questo percorso continui, è venuto il momento che il nostro studiolo si tramuti in Cerchio e che la Luce si estenda in Europa e nel Mediterraneo in molteplici focolai, per contribuire ad uscire dal tradizionale oscurantismo e avviarsi incontro al nuovo sole nascente.

Granum Pectori Insitum:

In Hoc Signo;

Verbum Est Lux

!!! !!! !!!

[A]

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